La nostra azienda nasce a Montemiletto, nel cuore dell’Irpinia, entroterra campano ricco di splendidi paesaggi, storia e cultura enogastronomica. Un territorio a forte vocazione rurale, impervio e isolato, che proprio grazie alla sua posizione ha conservato nel corso degli anni una forte identità enologica.

Siamo nel Sud Italia, terra di conquiste e di popoli che affondano le proprie radici nella cultura Romana.

Proprio all’epoca romana è riconducibile la nascita di Montemiletto come antico “castrum”, fortezza legionaria da cui trae il suo nome, dal latino “Mons Mulitum”, monte dei militari.

Macchie Santa Maria ha voluto rendere omaggio proprio a queste origini scegliendo come nome di ogni vino il grado di un ufficiale dell’esercito romano, come fossero militi di un “esercito del vino”.

Evocatus: il milite “rievocato” ossia chiamato alla battaglia anche a carriera conclusa, perché di grande valore, grande esperienza e garanzia per il successo, in patica il nostro Taurasi Riserva DOC

Optio: soldato scelto a supportare con la sua presenza il centurione, come il nostro Aglianico Doc, prezioso alleato del più altisonante Taurasi DOCG

Signifer: soldato portatore del signa, lo stemma della legione, in prima fila a rappresentare l’identità della truppa, come il nostro Fiano di Avellino DOCG, bandiera dell’Irpinia nel mondo

Triarii: il veterano che formava l’ultima linea di battaglia nelle legioni, il nostro Greco di Tufo DOCG

Cantine Macchia Santa Maria

TERRITORIO

Forte della sua vocazione vitivinicola, la provincia di Avellino vanta sul suo territorio la DOC Irpina e ben 3 DOCG legate ai tre vitigni autoctoni del Fiano Di Avellino, Greco di Tufo, e Taurasi.

Macchie Santa Maria negli anni ha sapientemente scelto i terreni migliori, siti negli areali di competenza della DOCG, dove altitudine, composizione del terreno, ed esposizione al sole determinano la ricetta ideale per la produzione delle uve migliori.

Attualmente l’azienda possiede 12 corpi nella provincia di Avellino, situati nel comune di Montemiletto, Montefusco, Santa Paolina, e Lapio. A seconda della location distinguiamo tre tipologie principali di suolo: Montemiletto: argilloso e ricco di azoto, ideale per la coltivazione dei vitigni Aglianico e Falanghina.

L’elevata presenza di argilla preserva i terreni dalla siccità estiva e quindi consente una più regolare maturazione delle uve ed un normale livello di acidità. La ricchezza in potassio e magnesio conferisce ai vini intensità di profumi, buona struttura ed equilibrio.

Montefusco e Santa Paolina: tufaceo, ricco di minerali, zolfo e potassio, tipico di un terreno vulcanico (grazie alle ceneri delle eruzioni del vicino Vesuvio) perfetto per il nostro Greco di Tufo, caratterizzato da mineralità e acidità tipici del terroir.

Lapio: arenario e limoso, ricco di minerali e soggetto a importanti escursioni termiche che ne favoriscono la freschezza e la struttura del nostro tanto amato Fiano di Avellino.

Cantine Macchia Santa Maria

LA NOSTRA FILOSOFIA

Il nostro leimotiv è “il vino non si fa in cantina ma in vigna”. Vogliamo ricordarcelo sempre, per chiarire che per noi l’attenzione alla vite e il rispetto per la natura sono al primo posto nel processo produttivo. Per questo preferiamo tenere mediamente basse le rese delle nostre vigne, perchè la qualità ci interessa di più della quantità, perché le nostre viti crescano sane nella maniera più naturale possibile, senza dover intervenire con diserbanti o agenti chimici.

Infatti, l’azienda opera in regime di produzione integrata, minimizzando al massimo l’impatto ambientale e utilizzando energia green in cantina.

Anche nei processi di vinificazione ci piace pensare di essere solo dei facilitatori delle evoluzioni naturali dell’uva, rispettandone i tempi, e preservando al massimo l’integrità della materia prima, ogni annata ha la sua particolarità, ogni vino la sua sfumatura e pensare di standardizzare gusti e odori dei nostri vini è quanto di più lontano dal nostro obiettivo.

Vogliamo trasmettervi la vera essenza dell’Irpinia e vogliamo farlo con i nostri vini; essi sono i nostri cantastorie e noi i degustatori dei segreti che raccontano.